Per Natale Andrea m’ha regalato il dominio, così da poter sistemare definitivamente il mio blog.
Un tesoro.
Bene, stavo cominciando a pensare al template e ai bottoni per gli aggregatori verso i social network.
Girando per i siti ne ho trovati di carini, sì. Soprattutto ne ho trovati moltissimi per Facebook, da me parecchio frequentato.
Facebook, la cyberland che conta 350 milioni di veri cyber cittadini: come fare senza?
Io ho un disturbo specifico riguardo la matematica: se non mi faccio dei paragoni che mi diano un’immagine tangibile in testa non riesco proprio a farmi un’ idea di quanto sia una quantità. Solitamente devo appellarmi a qualche mia conoscenza geografica. È una cosa che fa parecchio ridere tutti, ma è così… (Howar Gardner vi potrebbe spiegare meglio)
Se metto insieme la superficie dell’Italia e quella della Svizzera, più il la zampa del prosciutto dell’Austria e colloco un utente Facebook per ogni metro quadrato (allungando le braccia ognuno si tocca agevolmente), di pianura, monte o palude che sia, ecco che ho la dimensione di quante persone pokkino, condividono, linkino, si aggreghino, quizzino, vaticinino, tagghino, sfidino, accedano ed invitino ad applicazioni, commentino e quant’altro su Facebook.
Altro che “allegra tribù di Facebookiani!” Qui son quasi tre stati messi insieme!
È dal 12 novembre 2008 che son su Facebook e son da due giorni che cerco di togliermici. Il sistema mi permette di disattivarti come utente, ma in realtà non cancella nulla. I miei contatti non vedono più la mia pagina ma tutto rimane inalterato: il mio account è sempre pronto per essere riattivato. Ho disattivato tutti gli amici, tolto tutti i post… ma il sistema continua a pescare dall’account di posta che ho dato, per propormi amicizie.
Dovrei quindi accedere alla rubrica dell’account mail e togliere tutti i nomi. Mi sento un po’ braccata, intrappolata nella rete nel cyberspazio, presto pasto per un cyberagno.
Cercando ovunque ho trovato, nella sezione aiuto, questa pagina.
Dopo, il robot che sta dentro a Facebook mi ha detto:
Il tuo account è stato disattivato sul sito e verrà eliminato in modo definitivo tra 14 giorni. Se accedi al tuo account entro i prossimi 14 giorni, questo verrà riattivato e avrai l’opportunità di annullare la tua richiesta.
Spero sia definitivo: aspetterò 14 giorni.
Facebook?
Non lo trovo pericoloso (oddio, chissà se poi gli amici mi passano le caramelle con la droga
), non lo trovo alienante (meglio far due passi o ingrassare davanti a Facebook?
), non lo trovo un palcoscenico delle vanità (valgo perché faccio parte di questo gruppo, perché ho tot amici, valgo perché ti faccio vedere le foto di che cosa ho fatto domenica, valgo perché condivido cose intelligenti, ecc.
).
Piuttosto ne confermo l’utilità (una comunità libera dai confini nazionali: vi ho ritrovato un’amica trasferitasi in capo al mondo e che avevo perso di vista, parenti lontani, ex colleghi ed ex allievi). L’ho trovato chiacchierato (per mesi non si fece che parlare di qualsiasi cosa dicendo facebook
almeno una volta al minuto), è stato fonte di grasse risate (quando divenne la fucina dell’odio verso Berlusconi), mi ha sorpreso con le sue doti camaleontiche (cambiamo nome al gruppo da pesta i calli a Silvio
a Povero Silvio, vivo nell’amore di Silvio
), lo trovo noioso (e iscriviti a questa community, vieni all’evento, accetta il regalo, ho marcito tutte le zucchine giocando a FarmVille, unisci a tutti quelli che pensano che i calzini spaiati siano deliziosi da indossare, se non condividi il bambingesù piange, guarda come ti indovino quanti peli hai sotto le ascelle…), e mi ha fatto perdere un sacco di tempo.
Il tempo che prima dedicavo alla lettura dei giornali, se n’è andato in Facebook.
In fondo Facebook è un giornale che non deve pagare i giornalisti per fornire i contenuti: i contenuti li forniscono gli utenti.
Ma che contenuti?
Raramente vi ho trovato cose interessanti se non le note e le foto di alcuni amici, tutto il resto erano link, video, foto da internet, quiz di personalità che ti descrivono chi tu sia togliendoti anche la fatica di descriverti e raccontarti per più delle tre righe dello “stato”, ed erano opinioni degli altri fatte proprie, fatte aderire e condivise.
Idee? Molte, ma prese a prestito per costruirsi identità?
Forse identità prese a prestito. Non sai chi sei? Te lo dice Facebook chi tu debba essere, non te ne preoccupare.
Torniamo al giornale.
Un giornale vende spazi pubblicitari alle aziende sapendo che i target e gli interessi dell’utenza saranno vari, quindi offre una pubblicità varia, ma Facebook può individuare il target della sua pubblicità con precisione perché la calibra sul tuo profilo, sui tuoi interessi, sulle tue foto, sui tuoi tag, sui tuoi post, sulle tutte le tue informazioni demografiche sul comportamento in rete.
Mi da fastidio l’idea di aver dato in pasto la mia identità, i miei interessi, i miei umori, i miei contatti, le identità di questi ad una impresa americana che mi aveva infilato nel suo database di esseri umani per poi bombardarmi di pubblicità a seconda dei miei click: montagna, sport, vacanze, scarpe e diete dimagranti (ah!)… se mi fossi fatta un account da maschietto ecco che avrei servite, al solito, tette e culi e automobili a prezzi stracciati su aste chissà dove.
Avete mai provato a cliccare su “perché non ti è piaciuta questa inserzione?” .
Le risposte probabili non faranno che dirti tutte…
“Grazie per i tuoi commenti. Tali osservazioni ci aiuteranno a proporre inserzioni più pertinenti ai nostri utenti”.
Fornendo così anche un dettaglio maggiore.
Merce e mercato. Altro che libertà nel cyberspazio senza confini… la solita, solita, solfa: alimentazione forzata a merce, mercato, merce, mercato… un altro sondino psicogastrico.
Mi sono offerta di mia spontanea volontà al solito gioco di coltivazione di esseri umani fatto – tra l’altro – da un’impresa che non conoscevo.
Allora mi sono informata.
Tom Hodgkinson del The Guardian dice che ci siano solo tre membri nel consiglio d’amministrazione di Facebook: Thiel, Zuckerberg e Breyer.
Prendiamo solo il primo: Peter Thiel. Peter Thiel è considerato un genio.
Ha poco più di 40 anni, è un ometto in formissima ed è il co-fondatore e amministratore delegato del sistema bancario virtuale PayPal, che ha venduto poi a eBay ad una cifra che credo sia spaventosa ma se non mi faccio in testa del volume cubico di 1,5 miliardi di dollari per me significa ben poco.
Thiel viene considerato un filosofo futurista e attivista neoconservatore. Laureato in filosofia, nel 1998 ha partecipato alla stesura di un libro chiamato “Il mito della differenza”: un attacco dettagliato contro lo spirito libertario e il multiculturalismo che domina alla Stanford. Mentre era studente proprio alla Stanford, Thiel ha fondato una rivista di destra, ancora esistente ed attiva, chiamata Stanford Review – il cui motto è: Fiat Lux (“Sia la luce”).
Già questo mi ha preoccupata.
Internet è immensamente attraente per liberisti come Thiel, perché promette e permette libertà nei rapporti umani e nel mondo degli affari: PayPal, per esempio consente alle persone di eludere i controlli sulle valute e muovere denaro in tutto il mondo.
Internet quindi dà la possibilità di eludere le ristrettezze imposte dalle leggi e da confini nazionali e apre un mondo di libero scambio ed espansione senza limiti, abbatte la multiculturalità in favore del globalismo.
Inoltre il 6 novembre 2008, Facebook ha annunciato che 12 marchi mondiali hanno dato la scalata al consiglio direttivo. Fra loro, Coca-Cola, Blockbuster, Sony Pictures e Condé Nast (quelli di CQ, Vogue, Glamour, Sposa Bella, Botte Piena…).
In pasto ai soliti lupi.
Stanford René Girard, teorico del “desiderio mimetico” ed ispiratore, mentore di Peter Thiel, dice:
“tutto quello che dovete sapere è che gli esseri umani tendono a muoversi in branchi”
ed anch’io con questi.
Non ho alcuna intenzione di arricchire globalisti massifisti e soprattutti questo Thiel (liberista e antilibertarista), né arricchire anche solo una delle multinazionali che ci stanno sotto.
E non voglio essere monitorata, non voglio essere dentro al uno strumento di raccolta di massa di informazioni.
Americano.
Trovo asfissiante che in qualsiasi posto si possa andare, reale o virtuale, si divenga una ricerca di mercato, e ci sia un Grande Fratello silenzioso che ti spia, controlla, prende appunti: i nuovi fili di Mangiafuoco. E quella sensazione di aderenza obbligata alle idee di sconosciuti. Quel non dire più di sé, ma mostrare, il microblogging un tantinello narcisistico… Tutto ciò aveva preso anche me che, oramai, scrivevo poco e leggevo ancora meno, consumando e facendomi bastare, notizie prese a prestito incorniciate di pubblicità.
Torniamo alle origini. In principio era il blog.
Chi son gli altri due di Facebook? Che c’entri la CIA?
- Qui l’articolo di The Guardian tradotto



ciaoooo,ho visitato il tuo nuovo blog….cosa e’ successo???hai litigato con fb?delucidami meglio come funziona questo blog…baciiiiii
Ciao Tiziana! Son contenta che tu sia passata di qui.
Sì ho litigato con FB!
Anche io sono passata di qui.. Interessanti le ricettine, per me che lascio grande spazio al mio palato a gusti e sapori tutti da gustare!
Facebook sì? Anche no!
Ciao, ciao!
Ciao! Adesso ho capito perchè ti sei tolta da fb!
Personalmente FB lo vivo come un mezzo per comunicare e non credo mi abbia coinvolto più di tanto. Sono cosciente dei suoi limiti e dei suoi vantaggi, ma per me è semplicemente un mezzo per comunicare come lo sono SMS o e-mail …
Baci
Bello il layout!
Su GasPriz.it abbiamo aggiornato il link..!
Clizia: un baciottone e grazie!
Michele: Grazie! Già linkata? Che onore! Devo ancora sistemare un sacco di cose, compresi i miei link, dove non mancherò di contraccambiare.
ciao franci, buon anno 2010! ho letto con attenzione quanto hai scritto sopra riguardo a facebook…è molto interessante. tu sei fortunata perché con andrea hai chi ti guida nel mondo cybernetico (si dice cosí?, bo!)io mi considero una povera ignorante che sta muovendo i primi passi nel “meraviglioso mondo” di internet. per il momento fb è il modo piú facile, a mia portata, per comunicarmi con il resto del mondo, però aspetta che imparo e mi “libero”. baci cara
In effetti, leggendoti, mi sono resa conto che un po’… sì… il mio mondo virtuale mi si è ristretto a FB. E’ vero che da lì tengo contatti con persone che conosco e, per buona parte, sono amiche anche nel non virtuale.
))
Però è anche vero che i miei movimenti di esplorazione sono diminuiti…
Me in fase mumblante…
Oh, mi sto letteralment divorando io tuioi consigli di cucina (se così si possono definire)
Abbraccio
Stefania: ti so in vacanza al caldo e non sai quanto ti stia invidiando. Appena torni mi devi raccontare tutto!
Anna: mumbla ma torna a trovarmi… ti posterò qualche altra ricettina dedicata!
Un abbraccio ad entrambe!
ciao franci, sono in “vacanza” perché siamo in estate ed i bimbi non vanno a scuola, peró sono a casa mia. Mio marito ha avuto 15 giorni di vacanza sotto le feste di natale. Avendo il mare vicino facciamo le scappate “toccata e fuga” in giornata, anzi anche di notte, e ti dico la veritá che Puerto Madryn di notte è ancora piú bello che di giorno. E i bambini si divertono lo stesso. Avendo la piscina di “plastica” (2.70X 1.80)in giardino,quando fa caldo i due sguazzano fino a dire basta (e non sempre lo dicono). Ti mando un bacio e un grande abbraccio. A presto, stefi
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