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Francesca ha scritto questo lunedì, 11 gennaio - 2010

Ricettina utile utile per mia cugina Kappa e per la mia amica Anna che devono integrare con proteine vegetali le proteine animali… ‘sti vegetariani!  :-)

 

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impasto dei falafel

Ammollare per 24 ore un bel sacchettino di ceci (oppure comporre metà ceci e metà fave) o prenderli ben che cotti.

Munirsi di:

  • mezza cipolla tritata, carotina, un bel mazzetto di prezzemolo, aglio quanto basta e a gusto;
  • 2 cucchiaini di coriandolo e un cucchiaino di cumino passati al mortaio;
  • se l’intestino non entra in rivolta: mezzo peperone.

sono sperimentabili curcuma paprika e quant’altro.

Dopo aver lasciato in ammollo i ceci, cuocerli. Senza pentola a pressione prepararsi a due ore di bollitura con conseguente effetto hammam della cucina (ho capito la cucina orientale, ma l’effetto non è sempre gradevole, soprattutto d’inverno), altrimenti in mezz’ora son pronti se si ha l’accortezza di far calare il fischio naturamente e di infilare la piastra in ghisa sotto la pentola.
Scolare e togliere le bucce dopo essersi procurati un intricato pensiero filosofico sul quale meditare o dopo aver trovato una buona stazione radio: è un lavoro piuttosto lungo che se si vuole si può anche evitare (io lo faccio per non appesantire l’intestino).

Prendere tutti gli ingredienti e frullare insieme in modo abbastanza grossolano. Aggiustare di sale e pepe e spezie a gradimento e godimento.

Riporre in frigo per almeno un’ora.

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pronti!

Una volta ritirato il composto dal frigo formare delle polpettine (eventualmente aiutarsi, per amalgamare, con un po’ di farina).

Dorare le polpettine in olio di girasole per immersione per quattro minuti.
Servire, con salsa tahina o salse sperimentabili (ajvar, per esempio) … Son buonissimi!

Secondo la cucina macrobiotica: cucinare con la pentola a pressione mandando a fischio a fiamma alta e freddare la pentola per aprirla oppure togliere il vapore non attendendo il suo calo naturale, produce alimento yin; portare la pentola a pressione a fuoco dolce e lasciando cadere il vapore naturalmente, produce alimento yang.

Foto: Franci BB

Categorie: cucinando

6 Commenti

  1. Anna scrive:

    smack!
    E certo ceh vengo a trovarti! :)
    Me ha fatto pasta cresciuta invece ed è buonissima! :) Me passa a te ricetta che è facile facile, se non la conosci già

  2. franci scrive:

    Non conosco!
    Me curiosissima!

  3. Gio scrive:

    Cicorie…purtroppo non caschi benissimo perché non mi piacciono, confesso!
    Però sicuramente “fave e foie (foglie)”…se ne trovano tante varianti su internet. Poi se hai un po’ di pazienza chiedo a mia mamma la sua ricetta

  4. franci scrive:

    Come avere un avatar al posto di quella specie di pedone degli scacchi o birillino di “non t’arabbiare”?
    qui -> http://it.gravatar.com/
    Riguardo alla domanda di soccorso per le puntarelle.
    Gio, le ho provate: ho provato sia a farle crude (arricciate in acqua gelida e condite con acciuga, olio eccetera) che lesse.
    Le prime non m’ha detto nulla, le seconde un po’ di più. Ma solo un po’.

  5. Anna scrive:

    Quando prepari il pane, lascia da parte un po’ di impasto.
    Scaldi l’olio per friggere e butti dentro palline ricavate da quello. Friggendo, la pasta “cresce”.
    Ho provato a “incastonare” all’interno cavolfiori a tocchi e carote bollite e viene proprio buona.
    Puoi anche preparare la versione dolce (mi ci cimenterò la prossima volta)

  6. Francesca scrive:

    Mhn… non posso mangiare cibi contenenti lievito: peccato!
    Però potrei tentarne una riedizione con il cremor, che mi sembra disturbare un po’ meno il mio suscettibile villo villico.

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