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Francesca ha scritto questo venerdì, 22 luglio - 2011

Dove si parla di gatti, bilance e strani  dolori.


Qualcosa dentro si deve essere accorto che – davvero, davvero – sto pen­sando di provarci; quel qualcosa dentro è sbigottito ed ha iniziato a lanciare agitati mes­saggi per rimettere la testa dov’era prima che aprissi la prima cartina.
Poi ci si è messo anche Andrea che, invece di dissuadermi e ricordarmi di far prendere aria alla tenda per prepararla al campeggio, mi ha detto subito che gli sarebbero bastati un paio di calzini nuovi e sarebbe stato pronto per partire.

Ha ragione Brizzi quando dice che “ se anche la tua testa sa che probabilmente ce la farai, il tuo corpo è terrorizzato all’inizio”.
Nell’ordine hanno iniziato a farsi sentire: cervi­cali, rotule, legamenti, vertebre, metatarso, scafoide e trapezio.

Ora, visto che con l’effetto crono-osteoarticolatorio sembro non reagire, tira in ballo vec­chie otiti e cornee delicate. Io gli faccio vedere le medicine e poi le rimetto nella loro scatola in armadio: “No, anche questa non posso portarla via”.
Si rassegna.
Brontola ma non minaccia.

Stasera ho iniziato a fare lo zaino ed ho estratto il primo fascicolo pinzato. Ho avuto un tuffo al cuore: insomma si va davvero.

Penso di aver studiato discretamente le cartine e espero di ricordare al momento oppor­tuno che cosa significhino le chiose che  ho scribacchiato qui e lì, prese dai report dei cam­minatori dei quali seguiremo le tracce.

Ci sono alcune varianti che valuteremo quando ci saremo sopra.
Mi sembra di avere tutto.
Ho passato un giorno per decidere cosa portare, un giorno per pesare ogni singola cosa e immaginarne variabili di utilizzo, un giorno per decidere di non portarla per poi tagliare ridurre, scartare il rimanente: un’operazione zen.
Rinunceremo alle scarpe da ginnastica che tanto ci sarebbero utili nelle tappe di avvicinamento e nei tratti di asfalto, ma non c’è posto. Andremo via con gli zaini da 35/45 litri anche se abbiamo gli zaini da gran route.

Ieri sera è venuto a trovarci il papà di Andrea per prendere le chiavi e le informazioni per il suo turno come cat-sitter e gli abbiamo rivelato la meta delle nostre vacanze. C’è stata una manciata di secondi di silenzio e credo gli sia servita per masticare un po’ di invidia.

Oggi mi ha telefonato credo tre volte: s’è messo al PC a rivedere il percorso e a scovare notizie utili. Seguirà il nostro viaggio da casa e ci informerà su eventuali variabili  e novità.
Lasciata la pianura saremo in discreto isolamento e un operatore marconista della sua esperienza al campo-base ci sarà più che utile.

Cat-sitter, marconista e logista: che chiedere di più?

«La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili».

William Burroughs

Ed ancora…

Un commento

  1. andreag scrive:

    La testa fa così fatica a pensare di dover rinunciare alle comodità, alla pigrizia, ma appena i piedi si mettono in moto tutto scompare e si trova un unico vero motivo: camminare!

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