Non sono mai stata capace a fare i dolci. Ogni ingrediente nascondeva un possibile allergene. Inutile imparare.
Fintantoché non son diventata vegan!
Oggi vi presento una crema di nocciole che niente ha da invidiare alla blasonata Nutella, complici le squisite nocciole tostate che ci ha regalato il nostro amico Guido.
Devo invitarlo e sfidarlo a riconoscere le presenza o meno cioccolato dentro a questa crema da leccarsi i baffi.
| Tempo | una quindicina di minuti |
| Ingredienti (per una quantità pari ad un bicchiere) | 80 grammi di nocciole tostate buone 50 grammi di zucchero di canna grezzo 1 cucchiaio generoso di malto di riso mezzo bicchiere di latte di riso mezza bacca di vaniglia 2 cucchiaiate abbondanti di farina di carrube 1 cucchiaio di olio di girasole bio spremuto a freddo 1 cucchiaino abbondante di lecitina di soia |
| Livello di difficoltà | nessuno, ci vuole solo un po’ di occhio per la consistenza finale |
| Costo | poco |
| Livello d’incasinamento della cucina | nessuno |
Procedimento
Triturare con cura le nocciole con lo zucchero. Consiglio di fare questa operazione come preliminare, in modo da controllare la resa del vostro frullatore e il punto nel quale le nocciole cominceranno ad impastarsi nel loro stesso olio. Una volta ben sminuzzate aggiungere il malto e il latte, la vaniglia, la farina di carrube e l’olio e frullare per bene.
Si passerà poi cinque minuti a fuoco dolcissimo (io ho messo il pentolino sopra la piastra in ghisa), mescolando e controllandone la consistenza, che dev’essere quella del cioccolato e si metterà in barattolo per conservarla in frigo.
Per chi non ha voglia di prendersi carrube, bacche e malto, credo siano tranquillamente sostituibili con un addensante a piacere (un amido, per esempio), la vanilina sintetica (che è una porcheria però!) e zucchero.


