Oggi son tornata a casa troppo di velocità per preparare qualcosa di fresco: ho dovuto ripiegare su un bel bossolotto di fave che aveva in dispensa. Ecco un sugo molto invernale e riscaldante. Rustico.
Dove si predice che questo racconto finisce e può ricominciare, nonostante le ben altre, più ingrate, strade 1 Iter Aquileiense – decimo giorno Stamattina si sente tutto il clima dell’ultimo giorno di cammino. La giornata è splendida, tersa. Abbiamo tutto il tempo che vogliamo: l’appuntamento con il papà di Andrea e l’amico Arrigo è verso le quattro al Lussari.
Dove si riflette che, come nella vita, ci son momenti lunghi, lunghi dove sembra nulla accada. Iter Aquileiense – nono giorno “Primo maggio 1916. Sveglia all´alba. Prendiamo la strada del Canal Dogna. Una strada carrozzabile bellissima, creata exnovo.
Dove ci sono Gino e Andreina Barbara e Firmino e una colonia di gatti Iter Aquileiense – ottavo giorno Non è difficile uscire da Prato di Resia, prendi una stradina in mezzo alle case, la prima che trovi che punti a nord e se ben che partito. Così è successo a Masarolis, a Montemaggiore.
Dove sbarcano gli alieni del pianeta Vega(n). Iter Aquileiense – settimo giorno Augusto, oltre alla pasta ci ha lasciato un pezzo di pane, va benissimo per la colazione: non abbiamo altro. Oggi ci aspetta un bel saliscendi. Stiamo comodi nelle tabelle di marcia indicate da chi ha provato il cammino, da quando calchiamo il nostro elemento naturale; hanno risentito dello scarpone le tappe in pianura, però; ma visto il fango e la pioggia, lo scarpone è andato benissimo
Dove c’è casa. Iter Aquileiense – sesto giorno Ora sia il tuo passo più cauto: a un tiro di sasso di qui ti si prepara una più rara scena. E. Montale – Ossi di seppia Caspita, smattina la roba è ancora bagnata. Ieri ho bagnato tutto, tutto: il mio zaino, nonostante il coprizaino, ha lasciato entrare acqua.
Dove il tempo si dilata e si trovano casette di marzapane nel bosco. Iter Aquileiense – quinto giorno Freschetta la notte a Masarolis. Ieri a dormir con le finestre aperte e stanotte ci mancava la stufa! Comunque sia, una dormita da re sul pavimento della cucina. Colazione a base d’acqua calda e biscotti. I biscottini ce li tenevamo di riserva. Ierisera abbiamo mangiato quasi due etti di pasta a testa. Mai visto il Capitano mangiarne così tanta in vita mia.
Dove si seguono buoni consigli, si viene coccolati e si ricevono regali. Iter Aquileiense – quarto giorno Mažeruola – Masarolis. Ho avuto questo nome in testa per giorni mentre prendevo appunti per il viaggio. Ero sicura di aver già sentito questo nome ma non ricordavo perché e dove. È stato il papà di Andrea a parlarcene tempo fa, come un posto di strada in una sua uscita per le malghe di Porzus.
Dove si cammina per boschi e per campi attraversando borghi che finiscono quando cominciano i boschi che terminano in campi. Iter Aquileiense – terzo giorno Tu che sei parte di me e sciogli i fili, le resistenze, le mie mani chiuse… Tappa lunga con saliscendi che richiederebbero un’alzata all’alba oggi, ma poco prima delle sei comincia a diluviare e optiamo per rigirarci dentro alle nostre crisalidi finché non accenna a smettere almeno un po’.
Dove si odono spari per gioco, dove riecheggiano spari per sopravvivere. Iter Aquileiense – secondo giorno È piovuto forte durante la notte ma abbiamo dormito bene sui nostri auto gonfianti. Provvidenziali. La gente sta uscendo da messa e al bar già si bestemmia davanti al caffè. Qui parlano un bel friulano senza troppa melodia e senza troppi misteri. “Per favore un orzo”. Troviamo Claudio ci ha dato ospitalità in oratorio che ci ferma: qualcuno vuole farci una foto.
Dove si viaggia e si dimentica qualcosa, forse un invito a cominciar a dimenticar sé stessi. Iter Aquileiense – primo giorno Abbiamo messo piede fuori casa alle 8.11: qualcosa andrà storto. La mia piccola superstizione riguardo all’iniziare sentieri allo scadere dei minuti dispari, ma non tutti, non può essere sottovalutata.
Oggi son tornata a casa troppo di velocità per preparare qualcosa di fresco: ho dovuto ripiegare su un bel bossolotto di fave che aveva in dispensa. Ecco un sugo molto invernale e riscaldante. Rustico.
“Se guardi gli animali, è naturale sentirsi attratti dal loro silenzio, dalla loro accettazione, dalla pace che circonda il loro essere, dal loro non essere tesi, dalla condizione non nevrotica della loro mente. E’ assolutamente naturale essere attratti dagli animali. Sembra che l’uomo sia decaduto. Sembra non esserci stata alcuna evoluzione: l’essere umano non è affatto progredito, è accaduto l’esatto contrario.” Osho
Pubblico, riportando quello pubblicato da Beatrice Polidori su Visionaire, il calendario delle festività Hindu per l’anno 2012, e gli orari esatti per ekadashi, pleniluni (purnima) e noviluni (amavasya). Felice anno a tutti!
Il buon proposito per il nuovo anno? Prendervi per la gola, sperando di poter mettere le mani anche intorno a quella dei reticenti ed ostili onnivori, controllandomi per non stringere troppo. Comincia oggi, con quest’uscita n°0: il post pilota. Il mio intento è quello di provare una ricetta nuova a settimana e pubblicarla, cinquantadue ricette, veg* ovviamente. Spesa al mercato e poi cucina: vi aspetto qui ogni mercoledì sera.
Ricevo e volentieri pubblico. Inizia ufficialmente la raccolta firme per rendere illegale il trattamento privilegiato della classe politica. Da lunedì tutti i municipi sono attivi per la raccolta delle firme. Si invitano i cittadini a firmare con consapevolezza e senso del dovere, per il nostro bene, per i nostri figli, per il nostro Paese. Uno spiraglio di cambiamento da realizzare con urgenza.